Monday, March 14, 2011

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LIKE WATER

La parola di Dio è come l'acqua. Come l'acqua, essa discende dal cielo. Come l'acqua, rinfresca l'anima. Come l'acqua non si conserva in vasi d'oro o d'argento ma nella povertà dei recipienti di terracotta, così la parola divina si conserva solo in chi rende se stesso umile come un vaso di terracotta.
Stiamo camminando nel tempo della Quaresima che, a suo modo, è simile a un deserto e, quando si vive in una steppa arida, la realtà a cui più si anela è l'acqua, il principio stesso della sopravvivenza. Ho voluto oggi proporre a tutti - anche a chi mi legge e forse si considera non credente - un passo molto suggestivo del Talmud ebraico che celebra la fecondità della parola divina. Yes, we need an item that is not always and only our own, often ended in vain and empty chatter, but that comes from above, has the seal of immortality, the strength of certainty. We need a word that does not clouding the soul, not shrinks in fear of insensitivity or rigidity, but that the refreshments, the renewed, the renewal, the awakened and revived. But to accept this water "welling up to eternal life" - if we use a well-known words uttered by Jesus in front of Jacob's well - we have a heart like a clay pot. Here, then, metaphorically, a word that is no longer used today, in fact, che è fin sbeffeggiato: l'umiltà o, se si vuole, la semplicità. Mi è rimasta sempre nella memoria la frase della preghiera di un autore spirituale che si leggeva ai miei tempi di seminarista, Léonce de Grandmaison (1868-1927): «Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente». Un cuore dolce e umile, arduo da custodire con questa semplicità, ma l'unico capace di ospitare una parola eterna e liberatrice.

"L'umiltà è quella virtù per cui si va su, mentre si va giù" (Sant'Agostino )

Tratto da : Il mattutino di Gianfranco Ravasi

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